L’Italia e l’Agenda di Lisbona, una politica per la conoscenzaVenerdì 22 Giugno 2007,Condivisi per una società della conoscenza presso l’Aula Magna della Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM, si apre Condividi la Conoscenza 3, terzo appuntamento dopo i precedenti del 2003 e del 2004. 
L’obiettivo è quello di rilevare le problematicità e di proporre un insieme di indicazioni: organizzative, legislative, normative, tecniche… attorno al tema della conoscenza e della sue molteplici possibilità di condivisione nell’era del computer. Le solecitazioni, i nodi e le proposte che emergeranno saranno inviate/comunicate a tutto l’emiciclo politico/parlamentare e al Governo.
Un incontro aperto a tutte le aree politiche e disciplinari, affinchè la Cultura della Conoscenza si concretizzi attraverso una pluralità si sguardi e diventi davvero un retroterra comune su cui e con cui edificare quella Società della Conoscenza che l’Agenda di Lisbona propone ai Paesi Europei di attuare entro il 2010.
L’Italia non dispone di una politica per cogliere le sfide e le opportunità della “Società della Conoscenza”.
Le culture politiche del paese non sono adeguate a interpretare e rappresentare la novità sistemica e non settoriale della produzione di valore nell’era digitale e nella sua convergenza interconnessa in rete.
Abbiamo bisogno di costruire e condividere un retroterra comune nel quale si riconoscano tutti i portatori di interessi nelle loro differenze, così come è accaduto nel secolo scorso per la società industriale/manifatturiera.
Un comune retroterra culturale è la condizione per definire una comune agenda per la politica pubblica e le sue istituzioni.
Il processo partecipativo tra differenze, quindi il valore concertativo, si presenta come un fattore determinante per la qualità e l’efficacia degli indirizzi e del senso dell’ecosistema digitale, che è la matrice delle modalità relazionali tra i differenti protagonisti nella società della conoscenza in rete.
L’appuntamento del 22 Giugno, lo spazio interattivo di questo sito web, le altre iniziative che prenderanno corpo attraverso la partecipazione aperta, plurale ed inclusiva, si propongono di definire i nodi problematici che riguardano i diversi fattori abilitanti per un ecosistema digitale capace di futuro.
Così, i protagonisti che interverranno, si assumono la responsabilità di definire un insieme di proposte, evolutive ed integrabili, da proporre a tutto l’emiciclo politico/parlamentare e al Governo; proposte per regole, indirizzi e politiche pubbliche capaci di dare slancio e concretezza ad una Società della Conoscenza.